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Dove
siamo:
A 40 chilometri da Palermo nel cuore del Golfo di Castellammare
(Trapani), Trappeto è un angolo di paradiso immerso in uno scenario
di bellezze naturali una terra fertile e con un verde rigoglioso,
al centro di un itinerario storico millenario, assai suggestivo
e baciato da un mare di colori splendidi (unico). Sorto nel XlV
secolo nella selva Partenia di Federico Il di Aragona, Trappeto
si è trasformato pian piano in territorio ricco di vigneti e agrumeti
che si affaccia sul mare, solcato un tempo da velieri carichi
di zucchero e di vino e ora da natanti carichi di turisti e villeggianti.
Il nome "Trappetum Cannamelarum" ha origine dalla costruzione
di un primo opificio (1480) per l'estrazione e la raffinazione
dello zucchero di cannamela con accanto una torre fortificata,
come tante oggi esistenti di stile Arabo - Normanno, che coronano
il territorio circostante ricco di storia, di continue battaglie
tra Cristiani e Mori - Saraceni.
Le
prime case del borgo erano, soprattutto, case per pescatori, sorte
attorno alla Chiesa dell'Annunziata (1680). Per secoli Trappeto
è stato abitato da contadini e pescatori che alla dolcezza dei
prodotti della natura hanno mischiato l'amarezza di una vita fatta
di stenti e di emigrazione in una Sicilia oppressa dalla mafia.
Nell'immediato dopoguerra, Trappeto è stato posto a simbolo di
miseria totale, commuovendo gli animi più sensibili d'italia e
d'Europa, grazie all'opera di Danilo Dolci che all'attività del
centro studi di Borgo di Dio (1968), sito in un promontorio del
paese, diffuse la ricchezza culturale ed umana di questi Siciliani.
Da
allora iniziò la rinascita ad opera degli stessi Trappetesi di
prima, animati da una rinnovata lode verso un destino di inarrestabile
progresso. Trappeto è divenuto meta prescelta di un turismo entusiasta
e fedele che in un paese affondato nel verde e case variopinte
di pescatori adornate da innumerevoli murales, trova piacevoli
occasioni di relax e vita sociale.
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